Origini del restauro

Esperti in tecnica del restauro disponibili in tutta Italia

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Relazione sulle origini della ceramica e la tecnica del restauro

La profonda conoscenza della tecnica del restauro e l’impiego di personale qualificato rendono Casinelli Giuliano Srl un punto di riferimento del settore, non solo ad Arpino e in provincia di Frosinine, ma in tutta Italia. Messa a punto nel vicino oriente, la tecnica della maiolica fu introdotta dagli arabi prima in Nord Africa e, successivamente, in Europa. Fin dal XIII secolo Granada e Malaga furono i primi centri a produrre questo tipo di ceramica, mentre nel Cinquecento emersero le produzioni artigianali di Siviglia e Toledo. Secondo un’antica tradizione, le prime maioliche italiane erano modelli proveniente dall’isola di Maiorca. Recenti studi archeologici, tuttavia, certificano un autonomo sviluppo anche in Italia. Già nel XI secolo, infatti, erano state messe a punto decorazioni dipinte su smalti piombiferi e stanniferi. La maiolica si diffuse in Puglia, in Sicilia, in Abruzzo, in Romagna, in Toscana e soprattutto in Campania, dove si concentrarono vari siti con diverse lavorazioni, anche di gran pregio.

Grazie alla profonda conoscenza del settore, maturata nel corso del tempo, Casinelli Giuliano Srl è un punto di riferimento assoluto in tutta Italia per gli appassionati d’arte. Nel nostro laboratorio vengono riconsegnati a nuova luce oggetti antichi di grande valore con sapienza e maestria. Il restauro della porcellana avviene secondo processi ben definiti: dall’idea iniziale del manufatto si procede poi con la realizzazione vera e propria, messa in atto da un team di professionisti. Gli articoli prodotti vengono cotti in appositi forni, a una temperatura di 1200°. Dopo l’asciugatura della mescola di caolino e altri materiali, la porcellana viene estratta dallo stampo per poi essere levigata, decorata e lucidata. La smaltatura costituisce l’ultimo processo della lavorazione. In questa fase il manufatto viene prima immerso in una speciale miscela, che apporterà lucentezza e splendore, e poi rimesso in forno per fissarne i colori. Gli articoli pregiati non vengono realizzati in un unico blocco, si procede infatti alla costruzione delle singole componenti, assemblate solo successivamente. Gli interventi di restauro della porcellana mirano a ricomporre l’oggetto danneggiato e a ridonare l’aspetto e la bellezza di un tempo. Non esitate a contattare il nostro staff per conoscere in dettaglio le opere di restauro che il nostro laboratorio è in grado di eseguire.

    L’origine della tecnica di restauro della ceramica
    si pone in un’epoca antica quasi quanto la ceramica
    stessa. Quando si verificava una rottura si procedeva
    al completo recupero sia dal punto di vista funzionale,
    con “bendature” o “cinture”, sia sotto il profilo estetico,
    con metodiche diverse in relazione alla finalità del tipo
    di materiale. Un moderno approccio al restauro è stato
    definito nella “carta del restauro” del 1987. Particolare
    importanza viene rivolta alla conservazione, attraverso
    tecniche di prevenzione che assicurano una durata
    illimitata del manufatto, e alla salvaguardia, mirata
    a restituire all’oggetto la sua funzione originaria, quando
    possibile. Prima di iniziare un’operazione di restauro
    è molto importante valutare la destinazione d’uso. Se
   sono presenti sbavature di colle, utilizzate per vecchi
   interventi, si procede con la pulizia dello strato superficiale,
   eseguita con acqua e tensioattivi. Questo permette un
   parziale smontaggio, con conseguente recupero degli
    elementi appartenenti all’oggetto. Tra le varie sostanze
   disponibili per l’esecuzione delle puliture policrome, svolgono
   un ruolo importante sia i tensioattivi sia i più tradizionali
   reagenti. Queste sostante impartiscono proprietà
   superficiali alle soluzioni acquose o ai solventi organici
   a cui vengono aggiunte. Sono dotate, inoltre, di un
   potere detergente ed emulsionante. Per ripristinare le
   parti mancanti dei manufatti, in piena conformità di una
   rigorosa ricerca fotografica, vengono abbozzati modelli
   che presentano caratteristiche similari ai pezzi originari,
   impiegando anche i frammenti rinvenuti. Questi ultimi
   vengono consolidati con stucchi e tiranti in nichel.
   L’ultima fase prevede la smaltatura, con l’obiettivo di
   creare una perfetta armonizzazione.
Imprese restauri riccio casinelli
Imprese restauri riccio casinelli

L’origine della tecnica di restauro della ceramica si pone in un’epoca antica quasi quanto la ceramica stessa. Quando si verificava una rottura si procedeva al completo recupero sia dal punto di vista funzionale, con “bendature” o “cinture”, sia sotto il profilo estetico, con metodiche diverse in relazione alla finalità del tipo di materiale. Un moderno approccio al restauro è stato definito nella “carta del restauro” del 1987. Particolare importanza viene rivolta alla conservazione, attraverso tecniche di prevenzione che assicurano una durata illimitata del manufatto, e alla salvaguardia, mirata a restituire all’oggetto la sua funzione originaria, quando possibile. Prima di iniziare un’operazione di restauro è molto importante valutare la destinazione d’uso. Se sono presenti sbavature di colle, utilizzate per vecchi interventi, si procede con la pulizia dello strato superficiale, eseguita con acqua e tensioattivi. Questo permette un parziale smontaggio, con conseguente recupero degli elementi appartenenti all’oggetto. Tra le varie sostanze disponibili per l’esecuzione delle puliture policrome, svolgono un ruolo importante sia i tensioattivi sia i più tradizionali reagenti. Queste sostante impartiscono proprietà superficiali alle soluzioni acquose o ai solventi organici a cui vengono aggiunte. Sono dotate, inoltre, di un potere detergente ed emulsionante. Per ripristinare le parti mancanti dei manufatti, in piena conformità di una rigorosa ricerca fotografica, vengono abbozzati modelli che presentano caratteristiche similari ai pezzi originari, impiegando anche i frammenti rinvenuti. Questi ultimi vengono consolidati con stucchi e tiranti in nichel. L’ultima fase prevede la smaltatura, con l’obiettivo di creare una perfetta armonizzazione.

La porcellana fu scoperta nel XIII secolo attraverso gli scritti di Marco Polo. Soltanto nel XV secolo missionari gesuiti importarono in Europa alcuni esemplari, di colore bianco e blu. Con la produzione europea si diffuse l’utilizzo della porcellana tenera anche tra borghesi. Nel secolo successivo Bottger raggiunse la giusta alchimia, creando per Augusto il Forte, Elettore di Sassonia, il primo oggetto in porcellana dura. Il segreto di questa nuova tecnica rimase patrimonio esclusivo della Manifattura Meissen in Sassonia, che si ispirava a decorazioni di tradizione cinese. Originariamente la doratura era eseguita in oro zecchino. Quest’ultimo era caratterizzato da una colorimetria differente rispetto all’oro piombinico. A partire dal 1770, nella città di Sevres, fu preparata una doratura, detta a pasta tenera, attraverso una procedura molto più economica rispetto alla precedente. Anziché triturato a mano, metodica estremamente lunga e laboriosa, l’oro veniva adesso preparato chimicamente, ossia disciolto dagli acidi e poi precipitato con solfato di ferro diluito in acqua. Il lavoro eseguito nel laboratorio Casinelli Giuliano Srl si basa su un’antica esperienza familiare, tramandata di padre in figlio. Contattateci subito se volete saperne di più sulle tecniche di restauro eseguite o per qualsiasi altra richiesta; siamo disponibili per interventi in tutta Italia.

Affidatevi a dei veri esperti del restauro: chiamateci!

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